Il Mio Percorso

Classe 1964 e originario di Poggio Rusco, Massimo Lodi abbraccia nel 2010 un'astrazione gestuale che filtra ricordi e sensazioni in forme essenziali.

La matericità iniziale lascia presto spazio ad un'astrazione più elegante incisa su tele anche di grande formato, dove colori accesi contrastano con sfondi primari bianchi o neri creando a volte paesaggi immaginari nei quali è facile perdersi. Ogni opera è un invito a un viaggio sensoriale, in cui la materia stessa diventa racconto. La riconducibilità delle opere caratterizza le stesse identificandole a prima vista.

«Ho sempre inteso la mia pittura come un viaggio liberatorio, una necessità che mi consente di uscire dalle costrizioni della "mia altra vita" lavorativa, colma di regole. Attraverso il colore traduco sensazioni, paesaggi e forme oltre il convenzionale, purificandomi dalla contaminazione dell'ordinario. Così il blu del mare lascia spazio al nero, l'azzurro del cielo si fa grigio e le figure umane divengono presenze stilizzate nelle quali ci si può identificare; forme innaturali ma sempre protagoniste, che invitano chi guarda a soffermarsi sui particolari imperfetti e a percorrere, insieme, un sentiero di liberazione interiore.»

"Nelle tele di Lodi avviene un processo di astrazione delle forme: soggetti e segni si trasformano in ritmo visivo, creando un dinamismo che alterna pieni di colore a vuoti cromatici. La sua esperienza lavorativa riaffiora nell'equilibrio strutturale delle opere, dove la superficie diventa cantiere di un costruire e divenire continuo. Ogni quadro è così tappa di una crescita personale, un paesaggio interiore che invita alla liberazione."
— Barbara Ghisi, Critica d'Arte

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